domenica, agosto 06, 2006

Cronaca di un'attesa infinita


5 agosto 2006 ore 0,50. Fiumicino
Ma come Fiumicino? L'aereo non doveva partire alle 23,59?
Già doveva, ma dopo averci offerto una caramella, un bicchiere d'acqua e averci annunciato che l'aereo aveva 10 m di ritardo... ci hanno offerto dei saltini al formaggio e ci hanno lasciato in attesa del decollo a motori spenti e con il muso attaccato al terminal. Le hostess impassibili, con il loro sorriso di circostanza, nascondevano non poco nervosismo.
Tutto taceva, mentre dagli schermi andavano in onda le immagini di una candid camera. A quel punto mi è venuto un dubbio: non è che anche noi siamo protagonisti di una candid?

Mentre pensavo a questo il pilota ha annunciato che saremmo partiti, dopo 10 minuti. Niente da fare. Invece del decollo è arriva la cena. Brutto segno! Non partiremo mai e perderemo la coincidenza. Ne ero convinta e già mi vedevo nel letto di un lussuoso (almeno quello) albergo del Qatar, ovviamente a spese della compagnia.

Finalmente, con quasi due ore di ritardo, decolliamo: è l'1,45. Il pilota ci annuncia che arriveremo a Doha per le 7,30, quindi in tempo utile per prendere l'aereo che ci porterà a Kathmandu.

Troppo ottimismo. A Doha siamo si arrivati in tempo, ma solo per scoprire che il nostro volo era in ritardo... un ritardo che di ora in ora si è fatto sempre più lungo.

Dovevamo imbarcarci alle 8,15, poi alle 9, poi alle 10 e ancora di ora in ora siamo arrivati alle ore 13 di una giornata interminabile, finalmente pronti per il decollo e per arrivare in Nepal.

Ero anche riuscita a conquistare il tanto agoniato posto a sinistra vicino al finestrino, quello con vista sulla catena dell'Himalaya... peccato che quando siamo arrivati in "vista" delle montagne fosse ormai buio pesto!

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